Le grotte marine
Maiori,
come tutta la Costiera Amalfiana, da mare offre alla vista un
magnifico paesaggio, fatto di pendìì scoscesi, di torri di avvistamento
che sembrano ancora più maestose viste da mare, una natura che
in molti tratti è restata ancora incontaminata. Attraverso questo
nostro breve percorso "marino" vogliamo cercar di trasmettere
anche a voi, che molto probabilmente avete il vostro computer
e il vostro modem a casa o in ufficio (chissà in quale angolo
del mondo), che cosa potrete trovare quì, una volta giunti in
questo luogo, sia che lo visitiate a piedi, attraverso le strade
cittadine, sia che facciate una delle tante escursioni che si
possono fare per mare, affittando una barca. Vogliamo farvi visitare
alcune delle tante grotte naturali che è possibile trovare lungo
la costa del Comune di Maiori.
Grotta Pandora e grotta "sulfurea"
Partiamo dalla bella spiaggia che costeggia l'intera Maiori e
prendiamo una barca (la possiamo affittare) che ci porterà da
Maiori, fino al promontorio di Capo d'Orso. Subito ci appare nella
sua imponente bellezza la Torre Normanna, che sembra ancora fare
da sentinella all'intera cittadina. Poco dopo, prima di toccare
la piccola spiaggia di Salicerchie, troviamo la GROTTA SULFUREA.
Le grotte marine
Ci
addentriamo in essa (solo con una piccola barca è possibile farlo)
e troviamo sul fondo una bocca direttamente aperta nella roccia
dalla quale fluisce un getto costante d'acqua sulfurea-magnesica.
Le sue proprietà curative sono riconosciute per problemi di affezioni
alla pelle e se bevuta può esercitare una buona azione diuretica
e disintossicante. Dopo un bagno rilassante, usciamo dalla grotta
e proseguiamo dritti verso un'altra grotta, la GROTTA PANDORA,
molto diversa da quella precedentemente visitata, per la sua bellezza
ed anche grandezza.
Con la barca (ovviamente a motore spento) entriamo comodamente
nella grotta. I riflessi dell'acqua, con la sua varietà di azzurro-smeraldo
e i suoi numerosi stalattiti e stalagmiti, rendono questo luogo
ancora più suggestivo. Proseguiamo, anche se a malincuore, e ci
dirigiamo verso una spiaggia (accessibile solo per mare) chiamata
CALA BELLAVAIA, ma meglio conosciuta come spiaggia del Cavallo
Morto, poichè si racconta che molti anni fa si scaraventavano
dall'alto della rupe i cavalli morti del luogo. La spiaggia, che
in periodi meno affollati, sembra di essere in un luogo deserto,
affascina per quella sensazione che dona di tranquillità e di
bellezza della natura incontaminata che la circonda. Dopo esserci
rilassati per qualche ora su questa spiaggia, o proseguiamo in
direzione Erchie, dove è possibile trovare altre insenature rocciose,
oppure prendiamo la strada del ritorno.
Le torri lungo la costa
Le
prime fortificazioni lungo la costa risalgono in tutto il territorio
della Costiera Amalfitana all'epoca della dominazione sveva. Per
il territorio di Maiori le più antiche risalgono all'epoca del
regno di Carlo I d'Angiò nel 1278 e le più antiche riguardano
quelle di Erchie e di Capo d'Orso. Le torri, importanti costruzioni
di avvistamento per gli assalti dei nemici, vennero costruite
in modo da avere sempre un controllo dell'intero territorio e
in modo da poter inviare messaggi tra i vari punti di avvistamento.
Tra le più maestose proprio all'ingresso di Maiori, giunti dalla
direzione di Salerno vi è la Torre Normanna, chiamata in passato
Torre dell'Angolo. Eretta nel 1563 è un imponente bastione adagiato
su uno sperone roccioso. Oggi è ubicato al suo interno un ristorante.
Tra il Comune di Maiori e quello di Minori vi è un'altra antica
torre detta Torricella, costruita nel 1563 è di forma quadrangolare,
trasformata nel corso degli anni in un Castello, prese il nome
di Castello Mezzacapo dal suo antico proprietario.

Punti di avvistamento notevoli furono le torri Acquaruolo in località
Salicerchie e quella di Sanspirito in località Badia. Un'antica
tradizione vuole che gli abitanti del Comune di Atrani resosi
conto che navi pirate stavano avvicinandosi alla costa senza essere
scorti dalle varie torri ubicate nel territorio di Maiori, fecero
un grande fuoco sulla spiaggia per avvertirli del pericolo. Da
allora, in segno di riconoscimento per l'aiuto dato dagli atranesi,
ogni qualvolta c'è la festa patronale nei due comuni, entrambi
le collettività si scambiano la visita del primo cittadino e viene
accesso un grande falò la notte precedente il dì di festa.